Analisi Bioimpedenziometrica (BIA): cos’è e quando va fatta 

Con il crescente numero di App per il controllo del peso, la ricerca del benessere, la programmazione del fitness, etc., che consentono di misurare svariati parametri, il paziente può perdere di vista ciò che è veramente importante come l’analisi della composizione corporea o Analisi Bioimpedenziometrica (BIA). 

Per misurarla è necessario utilizzare un dispositivo per la valutazione della composizione corporea che sia professionale ed abbia determinate caratteristiche.

L’analisi della composizione corporea infatti è molto importante, soprattutto in gravidanza, nel post parto o in caso di bambini in sovrappeso.

Vediamo dunque cos’è, quando e come va fatta l’Analisi Bioimpedenziometrica

Cos’è la BIA?

BIA sta per ANALISI BIOMPEDENZIOMETRICA. 

Si tratta di un esame semplice, veloce ed indolore. Tramite 4 elettrodi applicati su mano e piede dello stesso lato si inietta un’impercettibile scarica di corrente e si misura lo stato di idratazione corporea e la distribuzione dei fluidi corporei sono distribuiti, consentendo di ricavare informazioni su massa grassa, massa muscolare e tanto altro.

Come è possibile ottenere queste informazioni?

È noto a tutti che l’acqua rappresenta un elemento fondamentale per il nostro organismo. 

Il corpo umano è infatti composto prevalentemente da una soluzione salina presente dentro e fuori le cellule (acqua intracellulare ed extracellulare) che consente la conduzione elettrica fisiologica (si pensi all’impulso nevoso e alla contrazione muscolare)

Sfruttando queste caratteristiche elettriche dei nostri fluidi, attraverso uno strumento chiamato BIOIMPEDENZIOMETRO, è possibile misurare valori elettrici (resistenza e reattanza) e da questi ricavare i valori della composizione corporea.

Inoltre proprio attraverso i valori di acqua extra(ECW) ed intra(ICW) cellulare è possibile valutare lo stato di assenza o presenza di malattia, di infiammazione, di malnutrizione, ecc. 

In condizioni normali infatti il rapporto tra questi valori è generalmente minore di 0,85: rapporti diversi indicano alterazioni della distribuzione dei fluidi con ritenzione idrica o disidratazione che si correlano con stati patologici di vario tipo.

Quanti paroloni!!! Provo a spiegare meglio questi concetti un po’ complicati.

Pensate a quando vi fate male a un ginocchio: il ginocchio si gonfia a causa dell’accumulo di liquido. Questo è uno dei segni di infiammazione. Una condizione di infiammazione generale, spesso silente, è presente in sovrappeso e obesità ed è responsabile di tali cambiamenti. La BIA consente di evidenziare situazioni di infiammazione metabolica poiché anche il grasso, o meglio l’organo adiposo, può infiammarsi.

È evidente che tutte queste informazioni non possono essere date dal semplice IMC o BMI, l’indice di massa corporea che tiene conto solo di peso e altezza non considerando altri fattori come quanta massa muscolare e quanto grasso c’è nel nostro corpo. Non lo possiamo sapere. 

Ognuno di noi ha una propria composizione corporea che dipende da sesso, età, abitudini alimentari, attività fisica, idratazione. Anche un soggetto che definiremmo “magro” potrebbe avere un’obesità cellulare, ossia pur avendo un BMI nella norma (18,5-25), la massa grassa rilevata potrebbe essere superiore ai limiti. 

Ecco perché prima di intraprendere un cambiamento nell’alimentazione, cioè quando si fanno attività fisica e trattamenti estetici mirati alla mobilizzazione del grasso, è fortemente consigliato monitorare questi parametri per valutare i progressi fatti e modificare alcuni aspetti a seconda delle necessità.

Se i cambiamenti dello stile di vita vanno nella giusta direzione, quello che si osserva grazie a questo esame è una diminuzione del grasso, un aumento della massa muscolare, delle cellule metabolicamente attive e un miglioramento dello stato di idratazione generale. 

Il miglioramento dell’idratazione è dovuto non solo a un aumentato consumo di acqua (sempre consigliato) ma soprattutto alla riduzione del grasso che lascia il posto ad un elemento come l’acqua con cui è incompatibile.

Inoltre anche la ritenzione idrica migliora poiché l’acqua entra maggiormente all’interno delle cellule e invece ce ne è meno che ristagna al di fuori poiché lo stato infiammatorio e l’edema si riducono progressivamente.

Come si esegue l’Analisi Bioimpedenziometrica?

Spesso si vedono bilance che rilevano oltre al peso anche massa magra e grassa, alcune anche la massa ossea. Troppe informazioni per uno strumento che effettua la misurazione in posizione eretta. In questa posizione risentiamo infatti di un’anomala distribuzione dei fluidi che ad esempio a fine giornata si accumulano sugli arti inferiori. 

Inoltre lo spessore della cute delle piante dei piedi e dei palmi delle mani è molto differente rispetto a quello più sottile della parte superiore delle mani e dei piedi, utilizzata per posizionare gli elettrodi quando si effettua una misurazione BIA. Infine la sudorazione/secchezza delle piante/palmi possono influenzare la propagazione della corrente elettrica.

L’esame si esegue invece in posizione supina con gli arti divaricati di 30-45º, restando distesi per circa 2-3 min, preferibilmente al mattino per favorire la stabilizzazione dei sottocompartimenti idrici.

Come prepararsi all’analisi Bioimpedenziometrica

Prima dell’analisi, il paziente deve:

  • Togliere tutti i gioielli e oggetti metallici,
  • Avere la vescica vuota,
  • Evitare esercizi fisici intensi 2-4 ore prima dell’analisi.

Si sconsiglia inoltre di applicare creme su mani e piedi su cui verranno applicati gli elettrodi.

Alcune condizioni possono però influire sulla concentrazione dell’acqua corporea e quindi sull’esame:

  • Il ciclo mestruale,
  • L’uso di diuretici, 
  • L’insufficienza renale o cardiaca, 
  • L’assunzione di una quantità eccessiva di alcool nelle 12 ore precedenti, ecc. 

Quindi prima di eseguire l’esame è opportuno informare sempre l’operatore su eventuali condizioni che possono alterare il risultato.

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Analisi Bioimpedenziometrica e gravidanza

A fine gestazione l’incremento di peso (inteso “nei limiti”) è dovuto prevalentemente al fisiologico aumento dei fluidi corporei extracellulari (plasma e sangue).

Nel corso del II° e III° trimestre di gravidanza, attraverso l’analisi della composizione corporea si evidenzia infatti un significativo incremento dei fluidi corporei per poi osservarne una notevole diminuzione nel post-partum. 

Studi specifici hanno inoltre osservato che un aumento graduale e progressivo dei fluidi è associato a gravidanze portate a termine con esito positivo mentre una riduzione può essere un segnale di ipertensione, pre-eclampsia e/o basso peso del neonato.

La BIA diventa quindi anche un’analisi importante ai fini della prevenzione e che consiglio di eseguire in ogni trimestre di gestazione.

E dopo il parto? Può essere utile per valutare quanti kg di grasso ci separano dai nostri abiti pre-gravidanza e dare un nuovo punto di partenza per ricominciare ad essere donne, oltre che mamme.

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