Capricci a tavola: cosa fare se i bambini non vogliono mangiare

Al problema dei capricci a tavola dei bambini magari si inizia già a pensare in gravidanza e diventa un fatto concreto nel post parto e soprattutto in caso di bambini in sovrappeso che mangiano male e rifiutano totalmente alcuni alimenti.

Ultimamente e soprattutto in estate noi mamme passiamo più tempo con i nostri bambini.

Ma ecco che una cena tra amici, i pranzi in campagna o al mare potrebbero trasformarsi improvvisamente in un vero incubo!

Quando i nostri bimbi decidono di non mangiare iniziano col dire NO, poi noi insistiamo, loro serrano la bocca e infine scuotono la testa! Così ci assale una sensazione di angoscia, prese dall’ansia che il piccolo possa morire di fame…

Noi della generazione degli anni 70-80 ci siamo spesso sentiti dire: i bambini in Africa muoiono di fame!

Una frase che ha smosso tanti sensi di colpa, ma vediamo come rimediare ai capricci dei bambini in modo efficace.

Capricci a tavola: le minacce di mamma e papà

E voi come riuscite a estorcere un assaggio di pesce o verdura ai vostri bambini?

“Fai contenta la mamma; l’ho preparato solo per te con tanto amore”

“Vediamo se ti piace, se lo mangi stavolta”

“Se lo mangi ti compro un gioco”, o ancora peggio “Se assaggi la verdura ti faccio mangiare il dolce”

Fino a minacciare una punizione: “Se non mangi niente tv!”

Il cibo è solo cibo. Serve per nutrirsi, principalmente. Non è una merce di scambio per ottenere questo o quello né tantomeno un metro per giudicare se un bambino è “buono” o “cattivo” o per rendere felici mamma e papà.

Quello che intraprenderete sarà un percorso poiché nessuno ha la bacchetta magica, ma con piccoli accorgimenti vedrete i cambiamenti dei vostri figli; non pretendete le cose cambino da subito, non è come accendere un interruttore. Il comportamento alimentare è complesso.

Accontentavi di un avvicinamento, di un assaggio…per molti dei vostri bambini è già un grande passo. 

Perché l’abitudine è un comportamento che si stabilisce dopo ripetizioni frequenti. Più si ripete e più si rafforza. 

Gli alimenti devono essere riproposti più volte, fino a 15 volte a distanza di tempo (1-2 volte a settimana) per non indurre noia nel bambino.

Anche di fronte ad un iniziale rifiuto di un cibo nuovo non bisogna temere di riproporlo magari dopo qualche giorno o settimana!

Capricci a tavola: come evitarli tra curiosità, conoscenza e sperimentazione

Per stimolare i bambini a provare il sapore di un cibo è necessario stimolarne la curiosità attraverso i sensi: dalla conoscenza alla sperimentazione.

Il percorso prevede delle tappe precise affinché queste conoscenze diventino una consuetudine.: sapere, saper fare, saper essere. 

SAPERE: le sole informazioni su cosa è o non è sano non bastano. Fondamentali sono l’esposizione al cibo, le abitudini apprese, l’imitazione dei coetanei.

Per i più piccoli per esempio si possono comprare giochi a forma di verdure o ortaggi, poi giocare insieme a fare la spesa e mangiarli.

Rendere partecipe il bambino nel momento della spesa lo aiuterà a imparare a conoscere alimenti nuovi e ne potrà scegliere lui stesso alcuni da sperimentare, incuriosito dai colori e dagli odori.

SAPER FARE: abituare il piccolo ad annusare, assaggiare, manipolare…. La conoscenza del cibo non passa solo attraverso il senso del gusto.

 

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“Mamma dove cresce la verdura?” (mio figlio in campagna)

I bambini hanno bisogno di sentirsi coinvolti e motivati anche in cucina attraverso la preparazione delle pietanze indossando un cappellino da chef o un piccolo grembiule. 

Ognuno conosce i propri figli e sa se e quanto possono essere ostili nei confronti delle novità. 

Se il bambino non mangia nessun tipo di verdura si può cominciare frullando per esempio il pesto di zucchine con un cucchiaino di pesto di basilico, o preparando passati di verdura, ma una volta che si è abituato al sapore deve mangiare le verdure anche in altre consistenze.

Anche le verdure più odiate possono svelare un volto amico: basta un po’ di ingegno

Chips di zucchine (zucchine tagliate sottili, passate nel pan grattato e lasciate ad essiccare in forno senza olio a 120-140°; aggiungere sale alla fine)

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Miniburger vegetali

Per i piccoli, piccole porzioni 

Spesso sono le grandi quantità a spaventare i bimbi: un piatto stracolmo di verdure può scoraggiare i più piccoli, che possono non sentirsi in grado di finirlo. Nel bimbo inappetente cominciate per esempio con piatti grandi e poca verdura. Guarderà questo piatto enorme con poca verdura e penserà (e voi lo rinforzerete) che è solo un assaggio.

SAPER ESSERE: tutta la famiglia deve cercare di avere lo stesso tipo di alimentazione. Il bambino è influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello. Dobbiamo trasferire un’idea positiva del cibo: dobbiamo essere per prima noi convinti di quello che stiamo dicendo loro. Noi siamo un modello per i nostri figli.

Abituarli a mangiare bene significa, prima di tutto, imparare noi stessi a farlo, cominciando dalla gravidanza.

Tutti a tavola

Presentare prima le verdure quando sono affamati e attraverso il gioco rendere più sereno l’avvicinamento dei bambini al cibo: ad es. fagiolini o carote o sedano diventano le spade di Star Wars; i broccoletti sono piccoli alberi (es. gli alberi degli elfi) da mangiare, le rape rosse tingono la lingua e allora i maschietti diventano draghi e le femminucce avranno la lingua fuxia. 

E se non vuole mangiare e scappa da tavola? Far mangiare un bambino non significa inseguirlo perché ricordiamocelo sempre mamme: nessun bambino posto davanti a un piatto pieno si lascia morire di fame!

Ricordate che la cura di sé inizia a tavola!

Trovate le ricette sulla mia pagina Facebook Nutrizione&Benessere Dott.ssa Francesca Musaio

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