Diabete in gravidanza: diabete mellito, gestazionale e altri tipi 

Diabete: la pandemia metabolica

Capita spesso di pensare al diabete nel post parto o in caso di bambini in sovrappeso, ma soprattutto in gravidanza si tratta di una preoccupazione frequente e in effetti è un problema abbastanza comune.

Scopriamo dunque cos’è il diabete, quali sono le cause e come riconoscerlo soprattutto se sei una donna incinta.

Prima di parlare di diabete è necessario spiegare alcuni concetti che sono alla base di questa patologia: glucosio, glicemia, insulina e glucagone.

Il glucosio, zucchero che deriva dalle fonti di carboidrati che mangiamo (pane, pasta, cereali, frutta, ecc.), è per il nostro corpo come la benzina per la nostra automobile. È immagazzinato soprattutto nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno.

Quando mangiamo i carboidrati il glucosio nel sangue, noto come glicemia, aumenta e questo è un segnale che libera l’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che, come una chiave, apre le “porte” delle cellule per far entrare il glucosio. Così la glicemia si abbassa e le cellule hanno la loro fonte di energia. 

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Quando la glicemia si abbassa interviene il glucagone, altro ormone pancreatico. Un vero salvavita, affinché le cellule in cui il glucosio è stoccato lo liberino per riportare la glicemia alla normalità.

L’ipoglicemia infatti è un evento molto pericoloso, molto di più rispetto all’iperglicemia.

Diabete mellito e diabete in gravidanza

Fatta questa doverosa premessa possiamo parlare dei diversi tipi di diabete mellito. 

Si tratta in generale, di un disordine metabolico in cui si manifestano iperglicemia cronica e disturbi del metabolismo dovuti a un’alterata produzione o azione dell’insulina. 

Diabete 1: è una malattia in cui le cellule Beta del pancreas che producono l’insulina vengono distrutte, così l’organismo perde la capacità di controllare i picchi glicemici. Questo tipo di diabete ha una alta familiarità e tende a comparire in età infantile o adolescenziale. Negli ultimi anni compare anche in soggetti adulti tanto da coniare la definizione di diabete 1,5 per indicare caratteristiche comuni all’1 e al 2.

Nel diabete 1 è prevista la terapia con insulina.

Diabete 2: la dieta e lo stile di vita rivestono un ruolo importante nella comparsa di questa patologia, infatti è spesso associata a obesità e a insulino- resistenza.

L’insulino-resistenza è, riprendendo l’esempio della chiave, l’incapacità di aprire la serratura che fa entrare il glucosio nelle cellule. È dovuta all’aumento di adipe addominale, allo stile di vita sedentario e a una predisposizione genetica. La resistenza insulinica può essere alla base di una patologia molto frequente nelle donne, l’ovaio policistico (PCOS). Quindi in presenza di cisti ovariche è sempre consigliabile monitorare l’andamento di glicemia e insulina. 

l diabete 2, proprio perché legato alle abitudini alimentari e allo stile di vita, sta esplodendo come una vera “pandemia” del mondo occidentale e l’età media in cui si manifesta continua ad abbassarsi.

La terapia in questo caso può essere variabile: se dieta e attività fisica non sono sufficienti, si ricorre agli ipoglicemizzanti orali fino all’insulina.

Infine, il Diabete Gestazionale (GMD). 

Mi occupo da sempre di nutrizione in gravidanza e il diabete gestazionale è purtroppo la complicanza più frequente, soprattutto se la mamma parte già da una condizione di obesità.

Il GDM inizia o viene diagnosticato per la prima volta in gravidanza nel 2°/3° trimestre.

I rischi di questo diabete sono sia a carico della mamma che del bambino: macrosomia fetale (peso superiore ai 4.0 kg) che può comportare un maggiore rischio di traumi durante il parto sia per la mamma che per il piccolo, ipoglicemia neonatale, obesità e/o diabete, morte perinatale.

Uno studio pubblicato nel 2017 sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism ha osservato come nei bambini nati da mamme che soffrono di diabete gestazionale, le cellule del tessuto adiposo risultano “modificate” e questo comporterebbe un maggiore rischio di malattie metaboliche in età adulta.

Le donne con GMD devono essere anche seguite dopo il parto poiché in questi casi aumenta la probabilità di comparsa di diabete 2 a distanza dalla gravidanza (in particolare nei 5 anni successivi).

In ogni caso, di qualunque tipo di diabete si tratti, l’approccio dietetico così come l’attività fisica risultano fondamentali.

È necessario escludere i carboidrati in caso di diabete gestazionale? 

Assolutamente no, come evidenziato anche in uno studio pubblicato da Lancet Public Health. È consigliabile preferire quelli poco raffinati, ricchi di fibra e abbinati a verdure, proteine e grassi di qualità.

Questi abbinamenti consentono di controllare i picchi glicemici e insulinemici.

Può lo stress interferire sul diabete?

Certo! In situazioni di stress infatti le ghiandole surrenali producono ormoni, come il cortisolo che hanno tra le altre, anche un’azione iperglicemizzante. Quindi l’intervento sullo stile di vita oltre a dieta e attività fisica deve comprendere anche gestione dello stress. 

Se si può creare BOX: OGTT oral glucose tollerance test

Quando si fa la curva glicemica in gravidanza?

Sì, sto parlando proprio di quel bibitone nauseabondo che probabilmente avete dovuto bere in gravidanza. Il test va eseguito al mattino a digiuno di almeno 8 ore 

Se ci sono fattori di rischio come obesità, glicemia alta anche prima della gravidanza, la curva deve essere fatta intorno alla 16ma settimana, se invece la mamma ha un’età superiore ai 35 anni (eventualità ormai molto frequente), è in sovrappeso o ha sofferto di diabete gestazionale in precedente gravidanza è consigliabile effettuare la curva tra la 24ma e la 28ma settimana.

Si diagnostica il GDM se almeno uno di questi parametri è alterato

Glicemia a digiuno 92 mg/dl 

Glicemia a 60 min 180 

Glicemia a 120 min 153 

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